Flatlandia

Gli assiomi e i corollari presentati negli Elementi dal matematico alessandrino Euclide costituiscono un efficacie sistema matematico basato sulla logica e sulla deduzione in grado di agevolare l’apprendimento della geometria piana mediante dimostrazioni coerenti e intuitive. Il quinto assioma della geometria euclidea, denominato delle parallele, tuttavia, stimolò gli studiosi e i matematici di ogni epoca a formulare principi e ipotesi sempre più complessi affinché potesse essere dimostrata la sua veridicità e la sua correttezza: le dimostrazioni per assurdo e la negazione di alcuni postulati proposti da Euclide consentirono, così, a partire dal XIX secolo, di teorizzare le leggi della geometria non euclidea e l’esistenza di universi n-dimensionali.flatlandia_copertina

Le nuove osservazioni e i nuovi studi relativi alle discipline scientifiche e matematiche affascinarono particolarmente l’élite aristocratica della società vittoriana, divenendo elementi di disquisizione e speculazione filosofica e culturale nei più importanti salotti letterari inglesi del tempo. Edwin Abbott Abbott, uomo di fede e preside della City of London School, comprese e approfondì i principi generali della geometria non euclidea, coniugando la ricerca empirica tipica delle materie scientifiche con la teologia: la religione cristiana, privata delle superstizioni che la contraddistinguono, era così in grado di fortificare la propria fede e il proprio credo mediante l’uso della logica.

L’arroganza della ragione materialistica e la presunzione della fede dogmatica tipici della mentalità europea del XIX secolo sperimentarono un ideale equilibrio in Flatland: a Romance of many Dimensions, opera scientifica e letteraria pubblicata da Abbott nel 1884 con lo pseudonimo Square, termine che introduce al lettore il protagonista della narrazione e rappresenta l’allegoria matematica del proprio cognome, enunciato attraverso l’operazione di elevazione a potenza (Abbott2). Il pensiero filosofico-matematico dell’autore è qui volto a comprovare l’esistenza di universi a n-dimensioni tramite i semplici e intuitivi assiomi e postulati della geometria euclidea: la progressione geometrica e la progressione aritmetica inerenti al numero dei lati e degli angoli di una qualsiasi figura piana rappresentano per Abbott una prova logica e inconfutabile della presenza di dimensioni spazio-temporali non rappresentabili nella nostra realtà in quanto essa è limitata da proprie leggi di natura.

L’universo bidimensionale di Flatlandia, concepito dall’autore come assoluta espressione dei principi geometrici euclidei e plasmato unicamente dalla logica e dall’esperienza, si concretizza in una società ideale e perfetta in cui l’immaginazione è limitata dalla sua intrinseca staticità e immutabilità. Antitesi dell’utopia descritta nella New Atlantis di Francis Bacon, autore nei confronti del quale Abbott dedicò numerosi suoi studi, Flatlandia esalta le contraddizioni della società vittoriana, classista e ipocrita nei confronti di sé stessa: il proletariato, impossibilitato a progredire culturalmente e socialmente e rappresentato da triangoli con vertici particolarmente acuti, e la donna, incapace di adoperare la ragione in quanto offuscata da emozioni e sentimenti e rappresentata da un semplice segmento, manifestano l’inflessibilità della mentalità inglese del tempo, finalizzata a esaltare la purezza intellettuale e razziale dell’élite dominante.

2 commenti su “Flatlandia

  1. A prescindere da tutto la Terra è solo un LP.
    Un grande 33 giri. Graffiato e polveroso.
    Roba da grammofono.

    • forestadicarta il said:

      Oppure è un grande disco, sorretto da quattro elefanti che poggiano sul guscio di una tartaruga cosmica. 😉